Ansia uno stile di vita?

Ansia uno stile di vita?

Ansia uno stile di vita?

L’instabilità e l’insicurezza sul lavoro, l’agenda sempre più fitta di impegni, la fatica di dare sempre il meglio in ogni occasione portano a fondare la vita quotidiana sullo stress: invertire la rotta alla ricerca del benessere

Stefania Puglisi
• Psicologo-psicoterapeuta e Mediatore Familiare, Genova
> dottoressapuglisi.it

È stata descritta abbondantemente in letteratura, dalle discipline psicologiche e mediche, come una reazione di allarme e, anche nel senso comune, significa tensione, spesso costante, dovuta a preoccupazione che diventa patologica quando assume un carattere pervasivo e incontrollabile.
L’ansia può causare una notevole compromissione delle relazioni interpersonali, sociali e professionali. I pensieri sono negativi, catastrofici e possono innescare anche reazioni somatiche. L’ansia patologica è disfunzionale, perché è una sensazione di allarme che essendo persistente e intensa, interferisce con la nostra prestazione e può essere associata a eventi neutri, che non sono realmente pericolosi. L’ansia si esprime con la preoccupazione, la paura, la tensione fisiologica del corpo che, in vista di un potenziale pericolo, si prepara ad attivare la reazione di attacco o fuga.
Talvolta le persone molto ansiose pensano di essere sotto stress e reagiscono male alle critiche. In realtà lo stress è riferito a un fatto specifico ed è associato a nervosismo e frustrazione, mentre l’ansia è riferita a una più generale situazione di vulnerabilità. Oggi molte persone si definiscono ansiose e, in effetti, diverse possono essere le cause del malessere percepito: insicurezza del lavoro, difficoltà a trovare una casa, instabilità dell’economia e del reddito individuale, cambiamento climatico. Questi fenomeni ambientali creano la necessità di doversi adeguare a cambiamenti imposti dalla società e portano ad assumere un nuovo stile di vita basato sull’aumento della produttività e la ricerca del benessere che è tentativo di soddisfazione di beni (talvolta superflui), necessari per sentirsi al pari degli altri.
Le parole chiave di oggi sono ricerca del benessere e della vita sana contro uno stile di vita fondato sullo stress quotidiano: correre e affrontare tutto in velocità.
L’equilibrio è la fonte dalla quale si genera la salute. Essere in equilibrio è il primo punto per vivere sereni nel rispetto dei propri limiti e in armonia con il proprio fisico e la mente. Oggi sappiamo, da alcune ricerche, che l’attività fisica e l’alimentazione corretta, insieme a buone norme igieniche del sonno e della vita sociale rendono un individuo preparato alle difficoltà del quotidiano. Stimolando la plasticità del cervello e l’attività motoria aumenta la resistenza allo stress e alla preoccupazione immotivata. Aumentare la produttività, essere veloci e precisi, aumentare la concentrazione e rendere al meglio, occuparsi di tutto e cercare di dare il massimo sempre, sono buoni modi per sentirsi attivi e capaci. Questo aumenta sicuramente l’autostima e la percezione di sé, ma stanca il fisico e la mente. Si arriva così a saltare i pasti, a restare molte ore in piedi o seduti in ufficio, a lavorare senza pause, rientrando a casa tardi senza poter più svolgere un’attività ricreativa come andare in palestra o al cinema, cenare fuori o bere un aperitivo con gli amici. Non va quindi confuso uno stile di vita “affannato” con l’ansia perché, anche se nel senso comune tendiamo a dire “sono in ansia devo fare questo e quello e non trovo il tempo”, sappiamo che la condizione dello stato ansioso è diversa. L’allarme scatta all’improvviso e non lascia scampo, le emozioni sono imprevedibili e spaventose, e il senso di impotenza arriva a bloccare la persona nei pensieri e nelle azioni.


Secondo il rapporto dell’Osservatorio sull’impiego dei medicinali e dell’Agenzia italiana del farmaco sono oltre 2 milioni e mezzo gli italiani che soffrono di disturbi d’ansia, una condizione psichica invalidante con un impatto sul piano personale, sociale e lavorativo che non deve essere sottovalutato.

La parola ansia, dal latino angere, ovvero “stringere”, comunica molto bene la sensazione di disagio vissuta da chi soffre di questo stato psicologico che, dal punto di vista soggettivo, comporta impressioni spiacevoli e minacciose di paura e soffocamento, accompagnate da sudorazione eccessiva, tremolio, tachicardia, vertigini e capogiri.

Fotografia © Depositphotos.com

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