Depressione perinatale

Depressione perinatale

Depressione perinatale

Ieri la maternità era associata solo alla gioia. Oggi si è compreso come sia molto più vasta la gamma delle emozioni, anche contrastanti, che la donna sperimenta fin dalla gravidanza. La depressione perinatale si verifica quando l’ansia, la tristezza e il malessere prendono il sopravvento. Le aspettative, i disturbi tipici, l’importanza di chiedere subito aiuto

Alessandra Bramante
• Psicologa, Psicoterapeuta perinatale e Dottore di Ricerca in Neuroscienze, Milano
• Presidente della Società Marcè Italiana per la Salute Mentale Perinatale
> marcesociety.it

La gravidanza è un periodo ricco di rielaborazione del passato e progettazione per il futuro. Un vero ponte tra passato e futuro che può portare la donna ad affrontare una crisi, intesa come forte momento di cambiamento maturativo. In passato si pensava alla gravidanza come a un evento unicamente positivo che rendeva la donna raggiante ed estremamente felice. Oggi, al contrario, le evidenze scientifiche hanno messo in luce come la gravidanza rappresenti per la donna un evento stressante, connotato da molti e marcati cambiamenti fisici, psichici, ormonali e di ruolo per citare i più importanti.

La gravidanza
Aspettare un bambino dunque può comportare anche “effetti collaterali” a cui le mamme solitamente non sono preparate. Per alcune di loro, infatti, la gravidanza rappresenta un periodo estremamente difficile e triste. Se durante la gestazione si avverte tristezza e si ha una spiccata tendenza al pianto, è bene ricordare che è una condizione frequente, normale e che può capitare a tutte le donne. Ma se il disagio dura più di due settimane è meglio non tenerlo per sè ma è opportuno chiedere aiuto. Sostenere la futura mamma significa aiutare anche il bambino che porta in grembo che percepisce ogni movimento, suono e gusto e anche ogni stato d’animo: quando la mamma è agitata anche il piccolo si agita.

Il periodo postpartum
È caratterizzato da numerosi cambiamenti biologici, fisici, sociali ed emotivi. Le donne in gravidanza e le loro famiglie hanno numerose aspettative sul postpartum, che si colora di immensa gioia per l’arrivo del bambino. Può capitare però che le donne sperimentino un’ampia gamma di emozioni travolgenti come eccitazione, gioia e realizzazione ma anche ansia, frustrazione, confusione, tristezza e colpa. Ciò richiede una significativa capacità di adattamento personale ed interpersonale, in modo particolare nelle donne primipare. A volte è difficile vivere la maternità come un compito gratificante e, anche se sei contenta di essere diventata mamma, puoi avere momenti in cui ti senti annoiata, frustrata e infelice. La maternità da un lato ti regala un nuovo ruolo ma dall’altro trasforma e cancella delle parti di ciò che eri prima.

I sintomi della depressione perinatale
Per alcune mamme il periodo perinatale – dalla gravidanza fino alla fine del primo anno di vita del bambino – è un momento difficile di adattamento al nuovo ruolo, in cui si sentono incapaci di affrontare la situazione. Tale percezione può portare la donna a sentirsi sbagliata, incapace come mamma e a renderla di conseguenza molto triste. Se questa sensazione continua nel tempo o aumenta di intensità, potrebbe essere una depressione postpartum, un disturbo dell’umore che è caratterizzato dai seguenti sintomi che perdurano per almeno due settimane:
• umore deflesso;
• irritabilità;
• perdita di interesse nelle attività che prima ti piaceva fare;
• ansia o eccessiva preoccupazione;
• aumento o perdita dell’appetito;
• problemi del sonno;
• senso di autosvalutazione e senso di colpa;
• difficoltà di concentrazione.
Quando sono presenti alcuni di questi sintomi, e durano da più di due settimane, non bisogna esitare a chiedere aiuto ad uno specialista della salute mentale perinatale. È la cosa migliore da fare non solo per la mamma ma anche per il bambino, il papà e la relazione tra i genitori.

Adattarsi al nuovo ruolo
Essere mamma richiede un duro lavoro fisico e di adattamento psicologico al nuovo ruolo di genitore. Ciò può rendere la neomamma più fragile dal punto di vista emotivo. È un grave errore pensare che l’unico stato d’animo accettabile dopo la nascita di un figlio sia la gioia. In particolare per le donne che soffrono di depressione perinatale – una patologia più frequente di quanto si pensi, che colpisce fino al 15% delle donne durante la gravidanza e può arrivare fino al 22% nel postpartum – la nascita di un bambino non è certo un’esperienza magica. Le mamme avvolte dalla depressione hanno bisogno di sapere che ciò che stanno provando ha un nome e un trattamento.

Supporto per mamma e bebè
Se l’esperienza della maternità è particolarmente faticosa, se ci si sente tristi o si provano sentimenti ambivalenti verso il bambino non bisogna vergognarsi perché capita anche ad altre mamme. L’importante è non fare finta di nulla e avere la consapevolezza che la maternità porta con sé gioia ma anche ombre e incertezze. Quando l’ansia, la tristezza, il senso di colpa e le emozioni negative in generale superano quelle positive, sono molto intense e durano oltre due settimane, è importante cercare aiuto e sostegno. Sì al dialogo col partner e la famiglia, ma è importante affidarsi a un esperto perché la depressione perinatale si può curare e, se individuata precocemente, i tempi di ripresa sono più brevi.

Foto ©Depositphotos.com

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