Malpractice casalinga

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Detersivi per il bucato e le stoviglie, prodotti per la pulizia di pavimenti e superfici: conoscerli e impiegarli correttamente è essenziale per evitare i rischi chimici, silenti e subdoli. Le buone abitudini, le attenzioni indispensabili, come intervenire in caso di emergenza

Salvatore Caiazzo
• Biologo
• Phd in Scienze Microbiologiche


Naturale o sintetico?
La storia del sapone riporta ai Babilonesi e agli Egizi che mescolavano grasso animale o oli vegetali con un sale chiamato “Trona”. In Europa, i soli a produrre il sapone sono i Galli e i Teutoni: i Romani lo introducono come cosmetico. Solo nel XVII secolo la pulizia e l’abitudine al bagno si diffondono incrementando il commercio del sapone. La storia dei prodotti sintetici inizia solo nel 1946, quando negli Usa è presentato il primo prodotto per il bucato totalmente “costruito” con combinazione di tensioattivi di sintesi e di “sequestranti di durezza”.

Inalazione, ingestione, contaminazione
Fino a pochi decenni fa il sapone era preparato in ogni casa a partire da pochi ingredienti (grasso e oli di origine animale, acqua ed eventualmente fiori o essenze), con l’aggiunta di soda caustica o idrossido di sodio, una sostanza il cui uso richiedeva una grande cautela. Si tratta di un composto di sodio, ossigeno e idrogeno che tende a reagire violentemente con i liquidi, anche con l’umidità dell’aria, e che in caso di contatto o ingestione può provocare ustioni molto pericolose. Come molte sostanze, anche i detergenti possono essere tossici e provocare danni gravi, anche letali. Il contatto può avvenire per inalazione, ingestione o contaminazione. L’entità del danno dipende dalla quantità, dalla concentrazione, dalla solubilità, dallo stato di salute del soggetto e dalla via di introduzione.

Avvelenamenti e intossicazioni
Nell’avvelenamento acuto si possono distinguere tre fasi, correlate o meno, a ciascuna delle quali corrisponde un diverso tipo di soccorso; il contatto; l’assorbimento nel sangue e la fissazione negli organi bersaglio; l’eliminazione. L’intossicazione da detergente viene trattata o inattivando e allontanando il prodotto non ancora assorbito o inattivando il prodotto già assorbito cercando di minimizzarne gli effetti con accelerazione della sua eliminazione. Fanno eccezione gli agenti caustici e corrosivi, che hanno un’azione immediata nella zona di contatto. La maggior parte dei tossici ha, invece, un’azione sistemica con una fase di latenza, asintomatica, e una di sintomatologia ben evidente dove agli effetti specifici, si sommano alterazioni di organi raggiunti dal veleno e delle funzioni vitali.

Cosa fare in caso di emergenza?
Chi soccorre un intossicato deve contattare il 118 o un CAV (Centro Antiveleni) e cercare di fornire un quadro il più possibile preciso della situazione (tipo di detergente coinvolto, modalità di contatto, verifica del volume di liquido mancante nel contenitore) avendo cura di conservare il vuoto coi residui di detergente. In caso di contatto oculare, lavare con acqua corrente a palpebre aperte per almeno 10-15 minuti. Se il contatto è cutaneo, togliere gli indumenti contaminati e lavare bene. In entrambi i casi è comunque necessario chiamare il CAV e chiedere indicazioni. Poiché alcuni sintomi sono comuni a diverse sostanze, è necessario fare attenzione se questi si manifestano all’improvviso e senza cause apparenti. Sono segnali d’allarme nausea vomito, dolori addominali, diarrea, pallore e difficoltà respiratorie, brividi di freddo, mal di testa, difficoltà visive, perdita di conoscenza. Le sostanze caustiche o corrosive si distinguono, invece, perché determinano vesciche e segni di ustione alla bocca e al viso o violento bruciore agli occhi. Un detergente inalato può portare a lesioni dirette sull’apparato respiratorio o al coinvolgimento di altri organi o apparati (rene o fegato), che si manifesta più tardivamente.

Cosa non fare
In caso di ingestione di un prodotto, non bisogna provocare il vomito a causa delle sostanze schiumogene: la schiuma può essere inalata e determinare asfissia o polmonite. Inoltre non deve mai essere provocato nei casi di ingestione di un prodotto corrosivo, nei soggetti incoscienti o con crisi. Anche gli altri rimedi casalinghi vanno evitati: no alla somministrazione di latte, olio, limone e neppure di cibo. E in caso di ingestione di sostanza caustica il soccorritore non deve assaggiare il prodotto.


ATTENZIONE A…
Tutti i prodotti per la pulizia della casa – di pavimenti, superfici, bagni, sanitari – gli antimuffa, la rimozione del calcare, i disgorganti ma anche i detersivi per il bucato, compresi ammorbidenti, additivi contro le macchie e dolcificanti dell’acqua. Non ultimi i prodotti per le stoviglie a mano e in lavatrice, disponibili in polvere, liquidi, gel e pastiglie: queste ultime sono particolarmente pericolose per i bambini.

IN CASA
• Leggere le etichette e non rimuoverle mai.
• Non fare travasi in contenitori anonimi, bottiglie o vecchi recipienti alimentari.
• Non manomettere le chiusure e non lasciare aperte le confezioni.
• Non miscelare i prodotti, in particolare candeggina, ammoniaca, anticalcare.
• Non usare in cucina bicchieri con cui si dosano i detergenti.

PER I PIÙ PICCOLI
• Tenere i prodotti per la pulizia, cosmetici, insetticidi, antitarme, lucido da scarpe, etc. in luoghi inaccessibili (evitare il sotto-lavello) e non farsi vedere mentre si aprono le chiusure di sicurezza.
• Non lasciare a portata di mano i prodotti per la pulizia ma anche alcol e sigarette.
• Verificare che le piante in casa non siano velenose.
• Non lasciare giochi dei fratelli maggiori per casa se pericolosi per i più piccoli.
• Insegnare il significato dei simboli di pericolo.
• Non fare giocare con i contenitori dei prodotti.
• Abituare a bere dal bicchiere e non dalla bottiglia.


Fonte: rivista Pharma Magazine Marzo 2020
Foto © Depositphotos.com

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